Pachacamac Museum
Lima, Peru
Il Santuario di Pachacamac è un luogo dove l’architettura pre-ispanica ci emoziona per il suo silenzio e la sua mole; i lunghi percorsi, racchiusi da imponenti strutture murarie, ci mettono costantemente di fronte ai luoghi di culto. Il suo rapporto con l’ambiente è definito da tracce che organizzano l’occupazione nel tempo. Gli architetti pre-ispanici capivano che l’architettura era una mediazione tra l’uomo e il culto degli dèi, con una profonda tradizione che permetteva ai progetti di operare strategie di adattamento al territorio. Così, la tradizione edilizia definiva la propria architettura aggiungendo innovazioni in base al territorio e alle circostanze.
Perciò, il museo nasce dalla leggerezza che contrasta con gli elementi massicci pre-ispanici: le sue strutture murarie definiscono la sua trama e i percorsi, segnati dalle grandi mura, sono in costante tensione con il Santuario. Il Museo cerca di trasformare il suo territorio sacro in un’opera museale a sé stante.
L’architettura contemporanea dialoga con quella pre-ispanica, prendendo gli elementi originari e costruendo una grammatica alternativa che le permette di abitare il paesaggio simbolico e di definire gli spazi che incorniciano il Santuario.
Interno del museoIl progetto del museo nasce dal suo legame con il Territorio, la sua traccia topografica e la capacità di porsi come mediatore con il Santuario. Gli spazi esterni dei percorsi si posizionano per incorniciare i templi preistorici. L’edificio si adatta all’ambiente circostante, dirigendo gli sguardi e rafforzando il rapporto con gli edifici sacri.
Salva questa immagine! Cortesia di Llosa Cortegana Arquitectos I volumi sono piegati in un gesto di terremoto (Pachacamac era conosciuto come il Dio dei Terremoti) e sottolineati tra le rampe esterne dei percorsi, collegati alle strade pre-ispaniche dove i pellegrini si avvicinavano ai templi attraverso spazi lineari delimitati dalle mura imponenti.
La sua massa, espressa nelle pareti grezze in cemento, è associata alle strutture murarie di terra pre-ispaniche: il tratto cerca di costruire una sorta di tipologia d’ombra, evitando forature nella composizione. Il progetto definisce la sua forma proprio sulla parete.
Facciata del museo L’edificio si pone con un atteggiamento “debole” verso l’ambiente circostante; la scala è gestita in complicità con la topografia e le irregolarità del terreno per evitare un impatto brusco sul luogo. Solo quando si scende verso la Plaza del incontro, l’edificio si rivela nella sua intera mole. Esprime un profondo rispetto per il territorio sacro in cui si inserisce e si manifesta come un’ulteriore stratificazione nel lungo processo di trasformazione del Santuario.